Sembrerebbe che nel nostro Paese quando si parla di garanzie soprattutto
per quanto riguarda la giustizia, questo valga solo per i soliti pochi e noti.
Infatti se ad un comune cittadino viene comminata una multa che a nostro
avviso è ingiusta, non solo siamo costretti a pagare per vedere riconosciuta la
nostra innocenza, ma in più, grazie al nuovo decreto Renzi-Madia sulla
pubblica amministrazione saremo costretti a sborsare una cifra più esosa in
quanto il contributo è stato alzato del 15%. In poche parole oltre alla beffa
di dover essere noi a dimostrare la nostra innocenza dobbiamo pagare un
balzello iniquo che dal 25 giugno di quest’anno passerà dal contributo forzoso
di 37 euro a ben 43.
Si tratta di una misura che invece che andare ad agevolare il fatto che i
cittadini possano difendersi da atti compiuti ingiustamente nei loro confronti
che serve per disincentivare secondo il governo i ricorsi, soprattutto le
multe con importo relativamente basso, come se fosse diritto solo di alcuni e
non di tutti difendere i propri diritti. Secondo molti esperti questa nuova
tattica di alzare il prezzo di questo balzello iniquo e ingiusto sarebbe stata
voluta anche per permettere in maniera più agevole di recuperare danaro ai
comuni attraverso le multe, considerando che lo Stato ormai non può più
permettersi di mantenerli.
Un escamotage che insieme agli sconti
che erano stati voluti dal governo Letta per i quali se paghi le multe entro 5
giorni hai lo sconto del 30% va proprio nella direzione di far sì che gli
automobilisti, piuttosto che pagare una tassa che costa fra poco più della
multa per dimostrare che ha ragione, preferisce star zitto e sganciare anche se
ingiustamente la cifra che gli è stata comminata.
On ci resta che ringraziare Letta e
Renzi per averci tolto anche quel diritto che fino ad oggi avevamo di poterci
difendere da quelle ingiustizie di cui troppo spesso siamo vittime in nome di
una economia che è sempre più fittizia e che resta nelle mani di quei pochi che
ormai decidono anche della nostra vita…

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