In queste ultime settimane i casi di violenze sulle donne si sono moltiplicati e le loro grida di dolore rimangono troppo spesso inascoltate. E' sconcertante pensare che molte delle donne uccise dal proprio stalker lo avevano denunciato, ma una giustizia troppo lassista ha preferito non applicare appieno il reato di stalking permettendo il verificarsi del tragico epilogo.
E' inaccettabile che troppo spesso si cancelli l'obbligatorietà della custodia cautelare in carcere per gli stupratori. Noi abbiamo una legge chiara che deve essere applicata, senza eccezioni, in quanto non esiste e non può essere sostenuta la tesi che ci sia una classifica della gravità del reato di violenza sessuale, e' purtroppo questo che ha portato anche negli anni scorsi ad una serie di femminicidi. La legge c'è e funziona, ma deve essere la magistratura, in presenza di un quadro probatorio consistente e all'esito di un giudizio di pericolosità sociale applicarla e adottare la misura in via preventiva della custodia cautelare in carcere ove necessaria. Gli atti persecutori sono un reato ben definito, punito con condanne da sei mesi a quattro anni di reclusione.
Lo stalker e' punito con l'ergastolo se nell'escalation di atti persecutori accertati uccide la vittima. Possiamo evitare queste tragedie solo contrastando il fenomeno sul nascere, dando molta importanza anche ad una educazione culturale che predisponga ad esempio l'istituzione di corsi nelle scuole di tutti gli ordini e gradi che avvalorino la parita' tra uomo e donna e il rispetto reciproco. Il mio invito alle donne e' quello di non sottovalutare il pericolo e di rivolgersi con fiducia alle Forze dell'ordine. Mentre chiediamo ai Magistrati di applicare con piu' rigore il Reato di Stalking per evitare cosi' che vi siano nuove donne vittime di stalker lasciati liberi di agire indiscriminatamente.
GIULIA MACCHI

Posta un commento