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venerdì 2 gennaio 2015

Più Politica - Da Papa Francesco al Cardinale Scola: stop alle raccomandazioni e “Nuovo ordine Mondiale”



Questo nuovo anno sembra essere nato sotto l’insegna della speranza e della volontà di sconfiggere quelle ingiustizie che fino ad oggi hanno reso il Paese e il resto del Mondo un luogo dove la corruzione e il malaffare hanno permesso il fiorire di un terreno fertile per conflitti e guerre

Lo stesso Pontefice nell'omelia di inizio d’anno ha ribadito come “Tutti siamo chiamati a essere liberi, tutti a essere figli e ciascuno secondo le proprie responsabilità, a lottare contro le moderne forme di schiavitù. Da ogni popolo, cultura e religione, uniamo le nostre forze”. Un monito che sembra andare a rafforzare quanto già sottolineato nel Te Deum del 31 dicembre 2014 nel quale Francesco è tornato a condannare la corruzione con riferimento esplicito allo scandalo di “Mafia Capitale” che ha travolto la città di cui è vescovo.

Una situazione quella descritta dal Pontefice di cui noi tutti siamo coinvolti giornalmente, la libertà infatti è anche quella di poter sperare in un lavoro che ci meritiamo, che troppo spesso non ci viene riconosciuto non per mancanza di meriti ma perché c’è chi ha dalla sua parte ‘forti raccomandazioni da parte di personaggi politici, capaci di influenzare ormai chiunque. 

Casi come questi, soprattutto in un periodo come quello che stiamo affrontando, sembrano ormai quotidiani e quello che ci stupisce è che sembrano ormai essere tollerati come ‘normale amministrazione’. Anche questa è mancanza di libertà, non solo per chi quel lavoro non lo avrà mai, ma anche per chi, costretto a prendere una decisione su quel posto da assegnare viene intimato a farlo con la forza del ‘ricatto(probabilmente il suo posto dipende da quella stessa politica che gli ha permesso di raggiungere quella posizione). 

Come sempre nelle parole di Bergoglio le riflessioni sono molte perché colpiscono direttamente il cuore di ogni singolo cittadino, credente e non credente, parlano della nostra società e di come ormai stiamo sempre più volgendo alla deriva.

Un altro commento che giunge sempre dalla Santa Romana Chiesa, che ci lascia invece un po’ più perplessi è sicuramente quello del Cardinale Angelo Scola per il quale "Nella convivenza sociale, la grande alternativa di fronte alla quale ogni giorno uomini e popoli sono chiamati a giocarsi è chiara: trattarsi da estranei e nemici gli uni degli altri - ciò che inevitabilmente porterà al conflitto padrone/schiavo e alla guerra - o riconoscersi fratelli perché figli di uno stesso Padre". La soluzione per il Cardinale sarebbe a portata di mano: "che uomini, popoli e istituzioni si mettano all'opera per la costruzione di un 'nuovo ordine mondiale' col coraggio di rinnovare in profondità gli organismi internazionali già esistenti o di creare di nuovi".

Che dire: due uomini di Chiesa, il Papa e il Cardinale, l’uno che rischiara le menti e l’altro che forse si spinge in un balzo in avanti che non riguarda solo la Chiesa ma anche la politica mondiale, che durante questo 2015 potrebbe vedere realmente la nascita di un nuovo potere sovranazionale se la crisi creata ad arte dovesse continuare a colpire Stati come l’Italia e creare nuovi conflitti.


G.M.

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