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martedì 7 ottobre 2014

Più Territori - La Storia della Famiglia che vive sotto un albero



Siamo rimasti molto colpiti da questa storia di solidarietà che ha
visto coinvolta una intera comunità in difesa di una famiglia che è
sicuramente  meno fortunata di molte altre e abbiamo così deciso di
conoscerla meglio. Il Signor Antonio Busnelli e la compagna, la
signora Brambilla Ambrogina ci raccontano che vivono come nomadi dal
19 luglio, giorno in cui sono stati costretti a lasciare la casa
popolare che era stata loro assegnata (A.L.E.R.) in via Padre Sevesi
sia a causa di dissidi con i vicini che li avevano accusati di furto
sia per il “mancamento pagamento dell’ affitto” ci spiega il Signor
Busnelli, uomo di 50 anni che ci confessa che con la sua pensione di
invalidità civile si è trovato di fronte ad un bivio: “o pagare
l’affitto di casa o mantenere Ambrogina e tra i due ho preferito stare
accanto a lei e aiutarla”. Una storia di amore che va al di là di ogni
favola, piuttosto che rimanere separati, Antonio ha preferito rimanere
con lei e il loro fidato cane e girovagare per la città di Saronno
dopo essersi visto sbattere “la porta in faccia” come ci racconta, dal
“Comune stesso”. La signora Ambrogina ci spiega che il compagno a
causa della sua invalidità non dovrebbe subire traumi come quelli che
sta affrontando in questi mesi  ed infatti lo vediamo molto abbattuto
mentre sembra scendergli una lacrima lungo il viso, forse dalla
disperazione o dalla consapevolezza di essere stato abbandonato
dall’amministrazione e da quegli assistenti sociali che come ci dice
la signora Ambrogina, quasi disgustata, “ci hanno detto di arrangiarci
e intanto però aiutano tutti quegli extracomunitari che arrivano
irregolarmente anche a Saronno. Non dovrebbero forse pensare prima a
noi che qui viviamo  da quando siamo nati e dove i nostri genitori
hanno pagato tasse per anni, per ottenere cosa? Che i propri figli
vengano dimenticati e lasciati al loro destino”.  L’unica consolazione
per Ambrogina e Antonio è che “spesso vengono a trovarci persone che
ci donano cibo o vestiti, ma purtroppo non abbiamo la possibilità
neanche di farci una doccia o lavarci, siamo così ormai da mesi”.
Certo è che sembrano essere pronti insieme ad uno dei primi che gli ha
prestato soccorso, il Signor Zaffaroni, a barricarsi fuori dal Comune
per “chiedere giustizia ed equità sociale” se nessuno dovesse
intervenire a breve.

Giulia Macchi


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